O me bela madunina …
Una delle raccomandazioni che vengono fatte ad una coppia in attesa di un figlio è quella di rimanere sempre compatti di fronte alle marachelle che il bambino combinerà. Il bambino deve sentirsi sicuro e non deve vedere insicurezza all’interno dell’autorità casalinga. In privata sede i genitori possono discutere riguardo la linea seguita ed anche scontrarsi ma sarebbe un errore grossolano perdere compattezza di fronte al proprio bambino il quale soffrirebbe sicuramente la mancanza di coerenza dei genitori.

http://gianlucacravera.files.wordpress.com/2008/12/coerenza.jpg
Se adesso trasformiamo il bambino nel popolo italiano e i genitori nel nostro governo osserviamo subito che quanto successo è soprattutto il frutto della mancanza di coerenza sugli obbiettivi tra le parti. Certamente è ovvio che i due schieramenti non possono essere d’accordo come devono essere due genitori, ma quello che la seconda Repubblica avrebbe dovuto portare sarebbe stato un bi-polarismo costruttivo, cosa tutt’altro che avvenuta. I due schieramenti devono essere si avversari, ma non nemici. L’interesse comune dovrebbe essere il miglioramento delle condizioni del paese e non l’eliminazione dell’altro. Una vittoria è vittoria quando la partita è giocata e non quando si elimina l’avversario per altre vie. L’azione di quell’uomo a Milano è stata un attacco all’autorità del governo italiano (di qualunque colore esso sia), scelto democraticamente dal popolo tramite elezioni in un paese teoricamente “democratico”.
Certamente possiamo discutere sulle idiosincrasie di una democrazia di questo tipo e si potrebbe anche affermare che è stato il gesto isolato di uno sconosciuto affetto da qualche tipo di problema psichico (teniamo conto che però in questi casi “problema psichico” potrebbe significare una camomilla ogni tanto per calmarsi la sera come totale schizofrenia e mancanza di percezioni di qualunque realtà, la notizia vuole sempre i suoi attori).

interesse democratico
La cosa che però lascia indignati è il comportamento di alcuni nostri rappresentanti, da una parte e dall’altra, l’istigazione alla violenza, il tentativo di giustificare l’accaduto come effetto di ipotetiche malefatte della controparte politica e via dicendo. Non escludo assolutamente che possa essere così, ma in corrispondenza di fatti del genere la politica deve essere unita di fronte al cittadino per poi discutere le cause di quanto accaduto nelle sedi appropriate.
Invece no, l’obiettivo è quello di eliminare l’avversario. La destra si renda conto che non ha una maggioranza esclusivamente per meriti o per intenzioni politiche, ma molto probabilmente per mancanza di avversarsi e la sinistra si renda conto allo stesso modo che se impegnasse la metà del tempo che passa a (S)parlare di Berlusconi a cercare un rappresentante e creare un programma, sempre demagogico, ma almeno valido, probabilmente il tanto odiato avversario avrebbe perso da tempo.
Leggevo stamattina un editoriale in cui si sosteneva che un capo politico non può chiedere amore al popolo, può solo creare sostegno o disapprovazione e che chiedere amore significa poter ricevere amore ma anche odio. Indipendentemente dalla correttezza (non voglio sindacare su quello) il nostro Presidente del Consiglio ha incentrato la sua comunicazione politica sulla ricerca di “amore” e non sulla ricerca di consensi, basta osservare gli inni del PDL o le manifestazioni. In questo modo si è si guadagnato l’amore di qualcuno, pagando però con l’odio di altri, il popolo di sinistra (e forse anche una parte di quello di destra) non attacca la politica di Berlusconi, molti non sanno neanche di cosa parla, ma attaccano la persona in quanto tale.
Un famoso proverbio dice che quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito ed è così che penso stia in qualche modo andando, quando la necessità nazionale indicherebbe di controbattere con un programma valido, gli stolti attaccano il comunicatore, è interessante cercare di capire da dove nasce questo odio viscerale di certa parte della gente. Del resto penso che nel subconscio Silvio sia tutto quello che un italiano vorrebbe essere. Quanti italiani se possono non pagano una multa, quanti italiani andrebbero con donne/uomini più giovani di loro e quanti italiani cercano sempre e comunque di tirare l’acqua al proprio mulino indipendentemente dalla perseveranza nella correttezza delle azioni? Ecco, moltiplichiamo tutto questo per un fattore cento e troviamo l’immagine tanto odiata, falsa o vera che sia. Forse l’odio deriva da questo, forse l’odio deriva dalla mancanza di un gruppo compatto al quale unirsi, sentirsi cani sciolti contro un avversario che, nel bene o nel male, è stato managerialmente in grado di creare una bandiera sulla quale ergersi a salvatore della patria, indipendentemente dalla riuscita della cosa [il fatto di utilizzare tutti questi "indipentemente" non è casuale. So benissimo che per molti non augurare la morte di Silvio è sinonimo di appoggiarlo apertamente ed il solo vedere scritto il suo nome porta alla chiusura della vena e alla mancanza totale di anche un minimo tentativo di obiettività quindi voglio sottolineare più volte che non appoggio apertamente Silvio ma voglio solo cercare di analizzare il più oggettivamente possibile quanto accaduto].
Io lo dico sempre come provocazione ma sono convinto che alla fine non sia molto lontana dalla realtà, se la sinistra si ritirasse a vita ascetica per 5 anni e lasciasse fare e disfare a Silvio sono convinto che il governo si darebbe la zappa sui piedi tante di quelle volte da perdere la fiducia di chiunque e alla fine alle elezioni successive anche l’ape Maya [con tutto il rispetto ma è la prima cosa che mi è venuta in mente] potrebbe ambire a governare. In realtà il problema è che la sinistra reagisce alle provocazioni come fanno i bambini con frasi del tipo “specchio riflesso” o simili. Certamente, è una provocazione la mia ma non è difficile osservare che la sinistra è li, perpetuamente impegnata nel controllo di Silvio, e la bandana, e le donne, e i capelli, e le scarpe, e l’altezza, e la pronuncia e i saluti e Fede [e non guardarlo lo sai che è così] e le televisioni e che palle!!! Se il nostro concorrente vende un prodotto scadente non è criticandolo che convinciamo la gente a venire a comprare il nostro, è semplicemente creandone uno migliore, almeno nella pubblicità.
Ho detto poco fa le televisioni, questo è il cavallo di battaglia più usato dalla sinistra per perdere voti, le televisioni, Berlusconi usa le televisioni per prendere voti e allora? La gente lo sa e stia attenta, ricordiamo anche che se dovessi vendere un prodotto, cercherei di venderlo a più persone possibili, non solo al 50% del popolo. La cultura per mezzo secolo in Italia è stata di sinistra [e forse lo è ancora] e quella non possiamo sceglierla, ci viene data, e non mi sembra che ci siano state crociate a riguardo. Invece di andare contro Fede, tutti sanno chi è e come la pensa, il telecomando ha tanti bottoni, schiacciamone altri e magari spegniamo e leggiamo un bel libro e se vogliamo proprio criticare le TV pensiamo ai programmi che stanno falcidiando le menti dei giovani, pensiamo alle ipotetiche pandemie e alle copertone del terrore che ci fanno quotidianamente indossare (destra sinistra centro basso e alto e tutti quanti assieme) per nascondere i veri obbiettivi invece di cercare le sfumature ed i doppi significati o lavaggi del cervello subliminali sul modello 1984 che ci saranno anche non lo metto in dubbio. I lavaggi del cervello ci sono e non sono ne subliminali ne di parte, mirano semplicemente a diffondere ignoranza e l’ignoranza non è ne di destra ne di sinistra.

http://image.forumfree.it/1/2/6/6/8/3/2/1211616579.gif
Un popolo per essere governato va tenuto nell’ignoranza, basti osservare l’università, dobbiamo aumentare il numero di laureati per allinearci [ma noi abbiamo poi bisogno di tutti questi laureati se creiamo disoccupazione e importiamo lavoratori in settori meno affascinanti? (ecco una delle ipocrisie che difficilmente la politica riesce a gestire, un giorno dirò la mia anche su questo)] e allora ecco che l’aumentare del numero di laureati è direttamente proporzionale alla caduta della didattica, al mantenimento di un’ignoranza media stabile, più laureati ma più ignoranti, e via che si laureano cani e porci e la soglia si sposta in un dottorato che la maggior parte degli italiani non sa cosa sia e mi chiede quando ricevo… :-I …
L’aumento del numero di laureati dovrebbe essere il frutto di una politica basata sulla competitività e sull’innovazione, non di una politica basata sull’allineamento, allineamento di cosa? Maledetto il giorno in cui qualcuno ha creato questo diabolico uomo medio!!!
Qualcuno potrebbe criticarmi di parlare parlare e di non fare mai nulla, si è vero, parlo, critico [ma neanche troppo dai] e non mi candido da nessuna parte, certamente un velo di ipocrisia c’è nei miei discorsi ma cosa posso dire, sto studiando per cercare di intraprendere la via della scienza ma soprattutto della conoscenza, sto cercando di fare qualcosa per quello che sono in grado di fare, nel mio piccolo. La politica non può essere sinonimo di legalità, significa scendere a compromessi, significa fare e ricevere favori, significa navigare sul limite della legalità, e non è certamente una delle mie doti.